Una mamma triste: perché?

mamma triste

Molto probabilmente tutte le donne e anche molti uomini hanno sentito parlare di Depressione post partum e in molti/e si saranno domandati perché un evento così felice, la nascita di un bambino, la gioia di diventare mamma dovrebbe portare ad una tristezza nella neo mamma. Perché una mamma dovrebbe essere triste?

 

La tristezza nel periodo dopo il parto 

 

In molti, anche psicologi, tirano in ballo il senso di inadeguatezza, la paura di non essere all’altezza del nuovo compito di mamma nella donna che ha partorito da poco. E’ innegabile che questo avvenga, come avviene in tutte le persone che si accingono ad affrontare un nuovo compito che comporta responsabilità.

Non tutte le persone che affrontano questa situazione sviluppano tristezza fino alla depressione, al più uno stato d’ansia passeggero; allora come spiegare la tristezza di una neo mamma?

 

Le cause della depressione post partum

 

Non è certo nostra intenzione gettare alle ortiche le teorie psicologiche riguardanti la tristezza che colpisce le donne dopo il parto che può anche assumere i connotati di una vera depressione.

Certamente le responsabilità che vanno a gravare sulle spalle di una neo mamma sono notevoli e si può comprendere che la donna si possa sentire inadeguata, incapace di dare risposte ai bisogni del bambino e questo genera un senso di frustrazione nella donna.

Il bambino piange e non capisci perché, soprattutto se sei al primo parto, non riesci a calmarlo e la stanchezza si somma alla consapevolezza di non comprendere quell’esserino che hai tra le braccia.

Ti senti una mamma non pienamente in grado di comprendere l’essere che hai messo al mondo ma devi tranquillizzarti, solo l’esperienza ti insegnerà a comprendere alcuni segni che il bambino, una specie di alieno sotto questo punto di vista, usa per comunicare il proprio disagio.

 

La cause organiche della tristezza dopo il parto

 

Dopo aver fatto un breve accenno alle possibili cause di carattere psicologico della depressione post partum, veniamo a dare una panoramiche su quelle che sono potenziali cause fisiologiche e, si noti, parliamo di fisiologia e non di patologia.

Il 70/80% delle neo mamme è colpita da una depressione post partum. Possibile che tutte queste mamme sviluppino un senso di inadeguatezza? Sembra, francamente, strano. Quello che è, invece, un processo fisiologico dopo il parto, è una brusca variazione del quadro ormonale.

Dopo il parto estrogeni e progesterone variano notevolmente e bruscamente la loro concentrazione nel sangue, per riportare al normale funzionamento il corpo della donna, ritornando ai loro normali valori fisiologici.

Queste brusche variazioni hanno un effetto notevole sull’umore, inducendo uno stato di tristezza e di possibile depressione. Dietro alla Depressione post partum tanto temuta dalle neo mamme e dai suoi familiari, c’è, soprattutto un fenomeno ormonale

 

L’influenza dell’allattamento

 

La Prolattina, l’ormone che promuove la formazione del latte materno, ha un effetto inibitorio sulla formazione di estrogeni e progesterone, quindi lo squilibrio ormonale risulta ancora maggiormente accentuato, contribuendo a generare la depressione post partum.

Le donne arrivano al parto già decisamente provate non solo sul piano emotivo ma anche fisico: Durante la gravidanza il corpo della donna è messo a dura prova con sovraccarico di diversi organi, consumo di vitamine, sali minerali, proteine e quant’altro.

Soprattutto in caso di allattamento, il corpo continua ad essere sottoposto a stress fisico che indebolisce l’organismo femminile; lo stato di debolezza che ne consegua non può che agire negativamente rispetto alla depressione.

 

Cosa fare contro la tristezza delle mamme

 

La depressione post partum tipicamente insorge nel primo mese dopo il parto ma in molti casi si presenta anche a distanza di tempo. E’ importante per la donna riprendere prima possibile le proprie attività e abitudini precedenti alla gravidanza, anche se talvolta non è facile.

Importante anche confidare le proprie ansie al partner o alla madre o ad altra persone che si ritiene assolutamente fidata e in grado di fornire un qualche supporto. Il principio fondamentale è evitare di sentirsi in qualche modo isolata, da sola ad affrontare le proprie ansie ed incertezze.

Il partner dovrebbe avere la sufficiente sensibilità per comprendere le difficoltà anche psicologiche della propria compagna e cercare di intervenire il più precocemente possibile chiedendo aiuto a specialisti del settore che potranno dare il corretto supporto psicologico e medico.

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